E io me la mangio

La mela è un frutto poliedrico, dai mille utilizzi.

Il simbolo di New York, il nome della figlia di Gwyneth Paltrow, il logo della compagnia fondata da Steve Jobs, la casa discografica dei Beatles.

Apprezzata molto da Nonna Papera che ne ha fatto l’ingrediente principe delle sue famigerate torte, rimane invece alquanto indigesta a Biancaneve dai tempi della triste e nota vicenda. Ha dato fama e celebrità a Guglielmo Tell, gravitazionalmente colpito e ispirato Isaac Newton, scatenato mitologiche baruffe tra le dee dell’olimpo.

Ci ha deliziato con le note di Battisti (perché non sei una mela 1980), De Gregori (piccola mela 1975), Branduardi (cogli la prima mela 1979) e con le immagini del grande schermo che hanno colorato le guance di una generazione di adolescenti (il tempo delle mele 1980), la mia.

Shakespeare paragonava alle mele le ragazze più belle.

Aristofane, nel Simposio di Platone, parla di un essere perfetto che Zeus per invidia divise in due e da allora ognuno di noi è in perenne ricerca della propria metà della mela.

Io ci faccio una torta… e MELA mangio:

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Torta di mele

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Ingredienti


Porzioni:

Istruzioni
  1. Metto tutti gli ingredienti in una ciotola di ceramica e mescolo.

  2. Quando l’impasto, che deve essere fluido, è bel amalgamato aggiungo tre mele sbucciate e tagliate a piccoli pezzi.

  3. Mescolo e verso in una teglia imburrata e cosparsa di semola.

  4. Tre quarti d’ora in forno a 180 gradi ma la cottura va controllata perché dipende dallo spessore della torta. (Io di solito la faccio molto bassa e a volte la cuocio anche meno)

Note

La caratteristica di questa torta è che l’impasto serve solo ad avvolgere e tenere insieme le mele che sono presenti in grande quantità.

Anche in questo caso la buona riuscita dipende dal vostro senso critico, è tutta una questione di equilibrio tra consistenza dell’impasto, tempo di cottura ecc.

Ci sta molto bene una generosa spolverata di zucchero a velo.

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