Un cantuccio nel web

Do inizio a questa mia avventura prendendomi il mio posticino nel web, me ne basta uno proprio piccino piccino, mi basta un cantuccio.

Nel web, lo si sa, per ogni ricetta ci sono migliaia di versioni diverse e spesso, specialmente per i piatti o i prodotti tradizionali, le deviazioni da ingredienti e dosi canoniche portano ad un ottimo risultato gustativo ma forse snaturano un pò la tipicità e fanno dimenticare le origini e le radici culturali di un certo prodotto.

Per me fare i cantucci vuole dire non perdere l’occasione per mangiare un dolce buonissimo a grassi zero in alternativa a tanti altri biscotti che, prevedendo l’aggiunta di burro o olio, si avvicinano più a delle frolle.

I cantucci, dolcissimi e croccantissimi, tradizionalmente si inzuppano proprio perché la secchezza è una loro caratteristica peculiare. Con l’aggiunta di grassi fra i loro ingredienti sono effettivamente molto più gentili in consistenza e sapore, ma per me … non sono cantucci.

In onore di  Antonio Mattei, padre dei famosi cantucci di Prato, premiati all’esposizione Italiana di Firenze del 1862, nel 1863 a Torino e nel 1867 all’Exposition Universelle di Parigi, io i cantucci li faccio così:

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Cantuccini

Cantuccini

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Questa è la base, la versione “nuda” che piace tanto a mia figlia, la nostra colazione, inzuppati nel latte.
Porzioni
1 leccarda media

Porzioni
1 leccarda media

Cantuccini

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Questa è la base, la versione “nuda” che piace tanto a mia figlia, la nostra colazione, inzuppati nel latte.
Porzioni
1 leccarda media

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1 leccarda media

Ingredienti


Porzioni: leccarda media

Istruzioni
  1. Metto zucchero uova farina e lievito in una ciotola alta di ceramica, mescolo con una forchetta finchè tutto è ben amalgamato. Lascio riposare 5 minuti. Il risultato è un impasto appiccicosissimo, molto molto denso.

  2. Con le mani bagnate prendo il composto in piccole parti e formo sulla placca del forno dei filoncini.

  3. 20/30 minuti (a seconda dello spessore dei filoncini) in forno a 180/200 gradi (dipende dal forno).

  4. Questi filoncini, poi devono essere trasformati in “cantucci”, cioè in pezzetti piccoli o, meglio, in piccole fette, e cotti una seconda volta (in questo senso sono dei veri e propri BIS.COTTI).

  5. I cantucci classici prevedono l’aggiunta di mandorle nella porzione di mezza dose rispetto alla dose degli altri ingredienti (es. 100 gr. di farina, 100 gr. di zucchero, un uovo e 50 gr. di mandorle).

  6. Io mi diverto a diversificare mettendo al posto delle mandorle anche uvetta o pinoli o noci o cioccolato triturato grossolanamente oppure, perché no? Un mix di queste bontà.

Note

Rigorosamente da inzuppare in latte, caffellatte, cioccolata, vino, vinsanto, tè, caffè…

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